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La morte dell'anima. Dalla mistica alla psicologia

Sezione:
di Marco Vannini - Casa Editrice Le Lettere

Morte dell'anima è, nella tradizione mistico-filosofica, la fine del piccolo io e dei suoi legami, con la conseguente scoperta del fondo dell'anima, ovvero della sua vera essenza spirituale, divina.

Fin dall'inizio della sua storia in Grecia, l'esperienza dell'anima è infatti indissolubilmente unita a quella di Dio. Questa unione permane anche dopo l'emarginazione ecclesiastica della mistica, nella grande filosofia moderna da Cartesio ad Hegel, che produce una scienza dell'anima ove è ben presente la distinzione tra anima e spirito, con la capacità di offrire vera conoscenza di sé e, insieme, assoluta salus - salvezza e salute -, dell'anima stessa.

Priva del lato mistico, ferma al piccolo io e alle sue facoltà - dunque priva della conoscenza del fondo dell'anima -, la psicologia contemporanea è invece incapace di presentarsi come scienza e produce quella morte dell'anima che è la sua riduzione a psiche, con la scomparsa dello spirito e la conseguente immensa sofferenza psichica dei nostri tempi.

Il recupero dell'esperienza mistica è perciò essenziale per ricostituire un vero sapere dell'anima, che abbia la possibilità anche di guarirne il male.